Anche il più alto dei dirigenti può covare la più profonda difficoltà nel considerare se stesso un leader, un capo, un condottiero.
Come mai?
Probabilmente ha dimenticato di essere discepolo.
È fondamentale per chi ricopre i ruoli di vertice conservare il ruolo del discepolo, cioè di colui che apprende da un mentore.
Mentore che ovviamente può variare negli anni, in base alle nuove esperienze acquisite.
I ruolo del discepolo invita l’inconscio a tenere alta la guardia su umiltà, focus ed apertura, sia interiore che mentale.
Inoltre consegna all’individuo la capacità di affidarsi e di riconoscere in qualcun altro la leadership, consegnandogli le chiavi di ciò che gli porterà come insegnamento.
Il che scrive in lui codici inconsci necessari ai suoi futuri collaboratori.
Se questo non avviene, nessun collaboratore potrà affidarsi totalmente a lui, poiché nel suo superiore mancano i codici inconsci necessari affinché questo avvenga.
Potrà lo stesso ottenere grandi risultati, ma non riconoscerà a sé stesso la leadership, il ruolo ed il piacere di godere delle conquiste.
Si sentirà solo.
Stefano Scialpi
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IL DOMINIO DELLA MENTE E’ DI CHI L’HA PLASMATA
"Il dominio della mente dell'individuo, sebbene sembri di chi la porta con sé, in realtà è di chi l’ha, spesso inconsapevolmente, plasmata. Quella mente reagirà agli impulsi cui è stata abituata dai suoi programmatori. Non è programmata per reagire agli impulsi del...











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